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Anche META è pronta con la sua Intelligenza Artificiale

Dopo la sfida aperta a Twitter con Threads, Mark Zuckerberg punta a competere con OpenAI e Google

Non solo Elon Musk, che lo scorso 12 luglio ha lanciato ufficialmente il suo nuovo progetto xAI. Anche Meta è pronta a lanciare una versione commerciale del proprio modello di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di consentire peraltro a startup e aziende di creare software e soluzioni personalizzate.

Lo riporta il Financial Times, sottolineando che questa scelta consentirà alla società di Mark Zuckerberg di competere con OpenAI e Google, che anche grazie al supporto di Microsoft stanno avanzando sempre più nel loro percorso di sviluppo dell’IA generativa.

La nuova tecnologia del colosso di Menlo Park è in grado di creare testo, immagini e codice ed è costituita da modelli di linguaggio di grandi dimensioni (Llm), addestrati su quantità di dati enormi e bisognosi di una potenza di calcolo importante. LLaMA, il modello linguistico di Meta, era già stato rilasciato a ricercatori e accademici a inizio 2023. La nuova versione sarà invece disponibile a breve per una fetta di utenti molto più larga, comprese le aziende, che avranno la possibilità di personalizzarla.

Il panorama competitivo dell’IA – ha affermato infatti lo scorso 8 luglio in Francia il vicepresidente e capo scienziati dell’intelligenza artificiale di Meta Yann LeCun – cambierà completamente nei prossimi mesi, forse nelle prossime settimane, quando ci saranno piattaforme open source che sono effettivamente valide quanto quelle che non lo sono”. Una decisione, quella di Meta di mantenere una mentalità open source relativamente ai propri Llm, opposta a quella presa da OpenAI per lo sviluppo di GPT-4.

L’apertura – ha rilanciato il capo degli affari globali di Meta Nick Clegg – è il miglior antidoto alle paure che circondano l’intelligenza artificiale“. Ma rappresenta per la società proprietaria, tra le altre, di Facebook, Instagram e Whatsapp soprattutto la possibilità di raggiungere rapidamente i progressi già effettuati dai rivali, proprio grazie alla ricerca e allo sviluppo delle aziende che si approcceranno al nuovo prodotto.

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