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Meta: un’iniezione di IA per WhatsApp e Instagram

Dopo l’incredibile successo di ChatGPT, il chatbot di OpenAI guidato dall’Artificial Intelligence in grado di fornire risposte umanoidi, i colossi del tech stanno cavalcando l’onda, proponendo le proprie soluzioni. Google, per esempio, ha già presentato Bard, mentre Microsoft ha lanciato Bing Chat. Alla festa si unisce anche Meta!

Con un post condiviso su Facebook, il fondatore e CEO di Meta, Mark Zuckerberg, annuncia in modo piuttosto stringato la creazione di un nuovo gruppo di lavoro interno a Meta, che si concentrerà sull’IA generativa con l’obiettivo di introdurre nuove esperienze in prodotti come WhatsApp, Messenger e Instagram. Non si tratterà dell’ennesimo clone di ChatGPT, ma di un sistema in grado di andare oltre la produzione delle risposte testuali.

IA anche per WhatsApp, Instagram e Messenger

L’obiettivo primario è quello di arrivare a realizzare strumenti creativi ed espressivi, capaci dunque di affiancare gli utenti e di supportarli, non con la finalità di sostituirli delegando per intero il compito all’intelligenza artificiale. Riportiamo di seguito un estratto dall’intervento del CEO in forma tradotta, per meglio comprendere quali siano le intenzioni.

<<Nel lungo periodo, ci concentreremo sullo sviluppo di entità IA che possano aiutare gli utenti in diversi modi. Stiamo sperimentando esperienze con il testo (come le chat di WhatsApp e Messenger), con le immagini (come i filtri e i formati pubblicitari di Instagram), con i video ed esperienze multimodali>>

Mark Zuckerberg è realista e mette fin da subito le mani avanti: i risultati di questo impegno non si manifesteranno a stretto giro, ci vorrà tempo. A guidare il team sarà Chris Cox, attuale Chief Product Officer, al servizio del gruppo fin dal lontano 2005.

Non è da escludere l’ipotesi che il forte interesse manifestato dal pubblico e dagli addetti ai lavori nei confronti di progetti come ChatGPT possa aver spinto i vertici di Meta a rivedere la propria scala delle priorità, dominata solo fino a poco tempo fa dalle iniziative legate al metaverso, delle quali lo stesso CEO parla sempre meno frequentemente.

Fonte: Puntoinformatico

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